martedì 2 febbraio 2016

Grandi penne americane: John Steinbeck - Uomini e Topi


Uomini e Topi (Of Mice and Men). Romanzo breve dello scrittore statunitense John Steinbeck, ambientato in un ranch californiano, nel periodo successivo alla crisi del 1929. La storia, nella sua semplice complessità e nella sua lunghezza (non arriva nemmeno alle 120 pagine, presentazione e nota del curatore comprese) regala molto e offre uno sguardo sulla vita nei ranches americani, sul sogno americano, sull'utopia e sul desiderio di avere una vita normale. Classici esempi di self-made men, cosa cara agli statunitensi, in un periodo davvero duro.





I due protagonisti sono due nomadi solitari (in America chiamati bindlestiff), che in questa storia sono dei semplici migranti, lavoratori stagionali o a cottimo, che cercano di vivere onestamente per mettere da parte dei soldi così da avviare un'attività propria o, semplicemente, "una casa provvista di conigli da allevare e da ettari di terra da coltivare." Questo è il sogno che hanno George Milton e Lennie Small, quest'ultimo affetto da un ritardo mentale e incapace di controllare la propria forza.

Ovviamente è forte il tema utopico e, quindi, il loro percorso è disseminato di ostacoli creati proprio da Lennie, che George cerca di aiutare e proteggere in ogni modo a lui possibile.
"Gente come noi, che lavora nei ranches, è la gente più abbandonata del mondo. Non hanno famiglia. Non sono di nessun paese. Arrivano nel ranch e raccolgono una paga, poi vanno in città e gettano via la paga, e l'indomani sono già in cammino alla ricerca di lavoro e d'un altro ranch. Non hanno niente da pensare per l'indomani.

Una storia stilizzata e concisa, quella di Lennie e George. Nella presentazione, Luigi Sampietro, che parla anche di moralità medievale, spiega che Uomini e Topi vuole essere "un'allegoria della condizione umana, cioè del destino di certi uomini buoni - e di buona volontà - che finiscono travolti dalla vita. E' una vicenda assimilabile al mito. A qualcosa che si colloca fuori dal tempo."

Scritto negli anni '30, è concepito come "un gesto di ribellione contro la sorte di tanti disgraziati, vittime dell'ingiustizia." Steinbeck inserisce anche un personaggio di colore per farci notare la sua condizione sociale e offrirci un piccolo punto di vista sulla discriminazione razziale. Questa è una delle sue citazioni più significative:

"A un uomo occorre qualcuno... che gli stia accanto. Un uomo ammattisce se non ha qualcuno. Non importa chi è con lui, purché ci sia. Vi so dire, vi so dire che si sta così soli che ci si ammala."

Ed è per questo che si fa andare bene, seppur per poco, la compagnia di un personaggio "difficile" come Lennie.

Adempiendo ad uno dei ruoli importanti della letteratura (shoccare le masse, cosa molto cara - decenni dopo - alla Beat Generation), Uomini e Topi è considerato come un'opera di denuncia e fece scalpore perché mise in mostra un lato dell'America che il pubblico non conosceva (cosa che nella letteratura nordamericana capita spesso).

Altri temi di questo romanzo breve sono l'innocenza e l'accettazione della cruda realtà: "sconfitta, a contatto con la realtà brutale e meschina di un ambiente semibarbarico, ma anche - come sempre in America - un omaggio al mito della creazione perpetuamente intatto."

Steinbeck rende i suoi personaggi, compresi i perdenti (cioè "quelli che soccombono in imprese più grandi di loro, ma che acquistano una statura quasi titanica - siano essi pionieri, cowboy o fuorilegge") degli eroi: "circonfusi da un alone favoloso fatto di verbi, avverbi e aggettivi appropriati, diventano - al di là delle loro imprese - figure monumentali proiettate in controluce sul cielo di un destino vasto come il territorio in cui si muovono": per ottenere ciò devono essere "scolpiti come individualità", secondo ciò che chiede l'ethos americano e cioè che "la società, cioè la congregazione, sia composta da individui che abbiano dato prova di essere all'altezza di far parte del gruppo."

Assolutamente consigliata l'edizione Bompiani con traduzione di Pavese: le parole scorrono meravigliosamente e la poetica e la prosa di Steinbeck non sono intaccate dalle scelte di traduzione.

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