venerdì 22 aprile 2016

#400Cervantes : Don Quijote

E’ il libro più tradotto dopo la Bibbia.
I romantici tedeschi lo hanno descritto come un cavaliere di ideali, in lotta contro una realtà degradata che non comprende la purezza delle sue azioni.
Secondo gli esoterici, possiede la chiave della conoscenza, il segreto del mondo, la luce dell’umanità.
La Generazione del ’98, Unamuno in particolare, vedeva in lui l’anima della Spagna. 
I Cervantisti lo giudicano un colpo di fortuna e Cervantes stesso non lo considera come la sua opera più importante (ruolo che, per lui, è ricoperto dal Persiles: “Le peripezie di Persile e Sigismonda”).






Il Don Chisciotte è tutto questo, ma anche molto di più. E’ il primo romanzo moderno. L’opera completa in cui si trovano tutti i temi letterari: il racconto medievale attraverso le avventure di un cavaliere pazzo e visionario e la frammentarizzazione del racconto, la novella pastorale, la poesia, il genere picaresco, le scene teatrali, i racconti italianizzanti (storie che finiscono male), racconti folklorici, proverbi e aneddoti. Libero dalle regole aristoteliche, Cervantes crea un’opera maestra, dando il via ad un nuovo genere narrativo.

Diviso in due parti (la prima parte pubblicata nel 1605 e la seconda nel 1615), il Don Chisciotte è stato un successo, ma anche una vittima di critiche e di una versione apocrifa pubblicata nel 1614 da uno scrittore di cui non si conosco le generalità, se non il nome fittizio di Avellaneda. Una storia di ideali, di avventura, amore, letteratura, ma anche una parodia, una presa di posizione contro i libri di cavalleria, contro l’autorità sociale e quella letteraria (cosa che si ritrova nel prologo, luogo in cui Cervantes dichiara le sue intenzioni e si nomina autorità sociale).

Ma Don Chisciotte non è solo “Don Chisciotte e Sancho”, Don Chisciotte è anche la storia di personaggi secondari che sono introdotti attraverso “novelas interpoladas”, dove Cervantes affronta temi che con solo le avventure del nostro visionario cavaliere errante e del suo fedele - tonto, ma furbo - scudiero, non avrebbe potuto affrontare. Storie d’amore non corrisposto, storie di tradimenti, di prigionieri cristiani in mano ai mori, le vicende storiche della Spagna (come l’espulsione dei mori) vengono raccontate da personaggi di fantasia, in modo anche grottesco, parodico, romantico e poetico. “Novelas interpoladas” che, però, hanno ricevuto numerose critiche perché distraevano dalla lettura del racconto principale, perché erano troppo lunghe. Eppure corrispondevano a due principi aristotelici: “unidad y variedad”. Aristotele diceva che la narrazione doveva avere unità (storia primaria) e varietà (storie che capitavano ad altri personaggi per distrarre e intrattenere i lettori).

Questo romanzo, seppur pieno di difetti dovuti a numerose ragioni (tra cui l’essere scritto da Cervantes mentre era costantemente in viaggio), è alla base della narrativa moderna, un punto di svolta durante il Siglo de Oro spagnolo, un romanzo di intrattenimento, di polemica, di complicità con il lettore, che soddisfa i gusti di chiunque si approcci alla sua lettura. E’ un’opera che deve essere letta, che deve far parte della cultura di chiunque si dichiari amante della letteratura.

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